SIMPLY

Visualizzazione post con etichetta ricerca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricerca. Mostra tutti i post

martedì 22 dicembre 2015

Anziani: salute e vita migliori con gli animali domestici

Che vivere fianco a fianco con gli animali domestici fa bene alla salute è ormai un dato di fatto. Ce lo dimostrano molte ricerche scientifiche e ancor di più i risultati ottenuti con la pet therapy. Gatti, cani, criceti, uccellini, conigli...ci fanno compagnia, impegnano le nostre giornate, ci rendono più responsabili, ci donano un affetto incondizionato, e, in particolare fanno bene alle persone anziane.


Le persone di età avanzata, sole, trovano un motivo in più per abbattere il muro della solitudine e farle sentire ancora utili. Le recenti ricerche scientifiche hanno infatti dimostrato che la presenza e la compagnia degli animali domestici contribuisce ad allungare la vita e a migliorare la salute. Lo dimostrano di risultati di una ricerca, i cui dati sono stati pubblicati sulla rivista Preventive Medicine.

Dalla ricerca, condotta su un gruppo di anziani di età superiore ai 79 anni e proprietarie di cani e gatti, è emerso che, queste persone sono più toniche e la loro forma fisica è pari a quella di uomini e donne con dieci anni in meno. Non solo,  hanno una pressione sanguigna migliore, meno ansia e soffrono molto meno la solitudine.

I nostri amici pelosi perciò regalano più energia e vitalità, stimolano il movimento, le cure proprio come si fa con gli altri membri della famiglia.

venerdì 31 luglio 2015

Dire Ahi quando ci si fa male aumenta la resistenza al dolore

Quando ci si fa male è difficile rimanere in silenzio, solitamente il dolore, la contusione vengono accompagnati da un'esclamazione di dolore, e si sa praticamente è così da sempre. Ma perchè? Per questo è stata condotta una ricerca che ha messo in evidenza come l'esclamazione in realtà aumenti la resistenza al dolore: sarebbe dicono i ricercatori un antico residuo della nostra reazione ai pericoli.

Per condurre lo studio sono stati reclutati dei volontari, a cui è stato chiesto di immergere una mano all'interno di una bacinella d'acqua “dolorosamente fredda”, ed è stato chiesto loro di effettuare una di queste operazioni: dire “ahi”, ascoltare una registrazione di loro dire “ahi”, ascoltare la registrazione di qualcun altro dire “ahi”, premere un bottone oppure sedere senza fare nulla.

In conclusione è emerso che dire “ahi” aumentava il tempo per cui il partecipante riusciva a tenere la mano immersa. Sentire la registrazione dell’esclamazione (della propria voce o altrui) non aveva invee effetti. Premere un bottone invece incrementava la resistenza al dolore: per questa ragione i ricercatori pensano che la motivazione per cui dire “ahi” aiuta a sopportare il dolore è legata soprattutto ad aspetti fisico-motori, piuttosto che di altro tipo.

Fonte: http://notizie.delmondo.info/2015/07/28/a-cosa-serve-dire-ahi-quando-ci-si-fa-male/