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martedì 29 ottobre 2013

LA SPERANZA, ULTIMO BALUARDO



La vita è fatta di speranza, pianta che necessita di essere coltivata e curata quotidianamente. In questo mondo così perverso e sempre più crudele, in cui è difficile trovare un posto per se stessi, senza speranza è quasi impossibile sopravvivere. 
A volte non ci accorgiamo nemmeno di sperare, tanto siamo presi dall' affanno del quotidiano, quella sorta di lotta per la specie, presi e concentrati dal non farci scartare dalla nuova e artificiale selezione naturale.
Se non hai successo, non sei nessuno, se non sei bello non sei nessuno, se non hai potere non sei nessuno, se non hai soldi ti gettano immediatamente dalla rupe Tarpea. 
Essere sensibili, avere in seno quelle corde che vibrano anche per le piccole cose di ogni giorno e che forse ci classificano un po' poeti, è un handicap incorreggibile, quella sorta di autismo che non ti permette di comunicare con il mondo vero, quello che è in stato di guerra permanente di tutti contro tutti, mi risuonano nella mente le parole di Hobbes: "Homo, homini lupus".
Sono tutti esperti nell'arte dell'agguato, ed è così facile diventare preda, nel mondo del lavoro, perchè la crisi ci ha già messo in ginocchio, perchè ci sono i raccomandati, perchè anche solo essere disponibili con i colleghi viene visto come segno di stupidità, nella vita di tutti i giorni, basta andare al supermercato e trovi il furbetto di turno che cerca di passarti avanti mentre sei in fila alla cassa, o quello che con una manovra a rischio incidente ti frega il parcheggio, o il paziente dell'ultimo minuto che salta la fila dal medico perchè ha solo bisogno di una ricetta veloce veloce e poi ci sverna un'ora.
Io faccio le file, non ho conoscenze e infatti veleggio veloce nel precariato quando mi va bene, attendo il mio turno, condivido il mio sapere e se qualcuno mi chiede aiuto nel mio piccolo sono generosa.
Sbagliato, errore madornale, ci sono rimasta fregata vieppiù volte. Ma con tutto ciò continuo a sperare, a credere che si possa con il proprio essere schietti e onesti dare un misero esempio di coerenza, che dimostrare le proprie capacità sia ancora un buon biglietto da visita, a volte più importante di tante specializzazioni. Cerco di migliorarmi, perchè spero fortemente che la volontà che impegno ogni giorno nell'essere corente con me stessa e i miei principi sia il passaporto che può aprirmi nuovi spiragli e nuove porte.
Lo spero, perchè senza la speranza, il mio futuro appare piuttosto oscuro, senza prospettive di lavoro, senza affetti veri, senza sincerità, in un mondo dove la disonestà è diventata la dea maggiormente venerata, dove le scorciatoie sono preferite a percorsi che costano fatica e impegno, dove il facile guadagno è in prima fila rispetto a qualunque etica e morale.
Quindi spero, e coltivo nel mio vaso la speranza, questa piccola e timida pianticella, che ha il gran potere però, di farmi apparire la notte meno scura.

lunedì 29 ottobre 2012

ANNO NUOVO VITA NUOVA




05/04/2008

Se i sogni sono desideri di felicità, come cantava Cenerentola, allora se ne sono avverati due: mi sono definitivamente liberata di Piramide e del Poggio, evento festeggiato in famiglia con spumante e dolcetti e finalmente dopo due anni di calma piatta, ho ripreso a montare a cavallo presso uno splendido maneggio non lontano da casa, dotato di magnifici campi ostacoli e da dressage. Il mio biondo destriero in pensione, ma ancora arzillo e felice, è stato sistemato in un ampio paddock dotato anche dell’ombra di annosi alberi d’olivo e  di un piccolo loft color verde bottiglia che ben si armonizza con l’ambiente circostante. E mentre il mio destriero si rilassa mangiando fieno e mele e sbirciando pupe, io mi preparo uno dei cavalli in dotazione del maneggio e sotto lo sguardo vigile dell’istruttore ricomincio con gli esercizi di "riunione" e ginnastica sui cavalletti per essere in grado, almeno fra sei mesi di poter gareggiare di nuovo.
E’ stato come respirare nuovamente l’ossigeno, rinascere a nuova vita, spezzare le catene della schiavitù e sono letteralmente rifiorita. Lo sguardo si è disteso, gli occhi si sono illuminati, l’energia scorre libera dentro le vene.
Fra un paio di mesi comincerò una nuova esperienza lavorativa, sana e tranquilla che non mi succhierà né la vita , né il tempo, né le energie e dopo cinque lunghi anni di non vita, forse riuscirò a metter in ordine questo armadio di esperienze profonde e dure che ora giacciono ammonticchiate in fondo all’armadio.
Sono fiera di aver lasciato accesa in fondo al mio cuore in tutto questo tempo la fiamma della speranza e di aver continuato a sognare che qualcosa sarebbe cambiato.