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martedì 12 aprile 2016

Capire il cane per educarlo bene

Quando sono in giro per attendere alle mie commissioni, quando soprattutto sono a piedi, mi soffermo ad osservare le coppie costituite da cane e padrone. Mi capita spesso di vedere fragili padroni volare letteralmente dietro al proprio amico peloso, senza avere controllo alcuno, o sgolarsi per richiamarlo all'ordine, addirittura rincorrerlo, nel goffo tentativo di riacciuffarlo.


Se vogliamo davvero bene al nostro beniamino, dobbiamo essere capaci di educarlo, nel rispetto della sua personalità, non è sufficiente applicare i metodi educativi appresi da varie fonti, ma capire e interpretare i suoi pensieri, individuare le ragioni dei suoi comportamenti, imparare il suo linguaggio nel totale rispetto della sua natura semplice, spontanea ed elementare. Se si vogliono quindi ottenere dei veri risultati dobbiamo metterci umilmente e concretamente dalla parte del cane. Ricordo ancora che il mio istruttore di equitazione, a proposito di mettersi dalla parte "di", mi diceva sempre, che oltre a pensare con il mio cervello, dovevo pensare con quello del cavallo.

E così si deve fare anche con il proprio cane. Il cane non è in grado di discernere ciò che è giusto o sbagliato, il suo comportamento è molto legato all'istinto. La sua educazione è utile e necessaria per una buona e piacevole convivenza in famiglia e fuori. Le regole della società degli uomini non rientrano nella loro sfera di comprensione. Osservandolo nella sua piena indipendenza, si può notare che, gli atteggiamenti auspicabili per un buon inserimento, sono già innati in lui; infatti sa sedersi, sa sdraiarsi, sa non mordere, sa stare zitto, sa stare fermo, sa aspettare ed altro ancora, il proposito dell'educatore, è di metterlo in condizioni di imparare quando e dove dovrebbero essere attuati.

La vita quotidiana e l'ambiente familiare, sono la migliore palestra in cui esercitarsi e dove vengono messi in risalto difetti e pregi nel rapporto tra cane e padrone. Approfittando delle infinite opportunità che la convivenza mette a disposizione, è possibile incanalare il comportamento del cane in una direzione consona e accettabile senza ledere la sua libertà e senza sottoporlo a tutte quelle forzature che un addestramento intensivo comportano.


sabato 18 luglio 2015

Come educare i bambini all'uso del vasino: addio al pannolino

Con la crescita del bambino, arriva il momento di educarlo all'igiene personale e all'ascolto dei suoi bisogni fisiologici, cioè fare la pipì e la cacca. Il bambino va quindi educato all'uso del vasino e gradatamente abituato a stare senza il rassicurante pannolino. Non esistono tempistiche precise nè particolari regole perchè ogni bambino ha i suoi tempi, come per camminare e parlare. Ciò che è importante è fagli capire che deve ascoltare se stesso. Ecco alcuni utili consigli.


Ogni bambino progredisce con un ritmo che gli è proprio. In generale, è troppo presto iniziare a sollevare la questione dell'igiene personale prima dei 18 mesi. Quindi, non hai motivo di essere sconvolta se tuo figlio di 3 anni non è sempre pulito. Comunque, non forzarlo mai a sedersi sul vasino e non insistere se si rifiuta di farlo. Prima o poi ci arriverà, soprattutto imitando i compagni della scuola materna.

Non esiste un momento ideale per educare all’igiene personale, è tuttavia fondamentale scegliere un periodo di tranquillità, privo di stress, traumi o angosce. Per esempio la nascita di un fratellino o di una sorellina e l’inserimento all’asilo nido non sono certo i periodi più favorevoli. Il lungo periodo estivo è spesso quello più propizio al superamento di questa tappa importante del suo sviluppo, possibilmente prima che inizi la scuola materna.

Senza portarlo ogni volta con te, puoi sederti sulla tavoletta del water proprio davanti a lui per fargli capire chiaramente qual è la sua funzione. Spiega i singoli gesti che compi in sequenza: "Ho bisogno di fare la pipì/la cacca, mi abbasso i pantaloni/tolgo il pannolino, mi siedo, mi asciugo". Osservandoti, potrà facilmente seguire il tuo esempio.

Come per il cibo, il bambino deve capire che non fa la pipì o la cacca per compiacerti, ma per soddisfare i suoi bisogni fisiologici. Non esagerare con i complimenti: incoraggialo, congratulandoti con moderazione per la buona riuscita di questo atto naturale.

Per non rischiare di far odiare il vasino a tuo figlio, non bruciare le tappe e procedi per gradi: inizia ad abituarlo al vasino continuando a fargli indossare il pannolino durante la giornata, poi inizia a toglierlo poco alla volta nei momenti in cui è sveglio, mantenendolo solo durante il sonnellino pomeridiano/la notte e aspetta che si sia abituato bene al vasino prima di passare al riduttore per WC.

Scordati il vasino portatile da sistemare in bagno, in cucina, in garage o addirittura in giardino... il vasino deve stare solo in bagno! Altro aspetto importante: lascia sempre il vasino in una posizione visibile e di facile accesso per il bambino. Ricorda di lasciare sempre aperta la porta del bagno, a meno che non sia occupato.

I bambini hanno bisogno di punti di riferimento, di rituali, di orari fissi. Insomma, di abitudini che devono rimanere sempre le stesse allo scopo di rassicurarli. Fin dall'inizio, proponigli il vasino tutti i giorni negli stessi momenti della giornata, ad esempio la mattina dopo il biberon, prima e dopo il riposino pomeridiano, la sera prima di metterlo a letto.

Anche se andare in bagno è un’attività del tutto banale per gli adulti, non lo è affatto per tuo figlio. Cerca quindi di rassicurarlo spiegandogli le cose in modo semplice, dicendogli, ad esempio: "Quando fai la pipì e la cacca è il tuo corpo che butta via quello che hai mangiato perché non ne ha più bisogno". Questa spiegazione servirà a rassicurarlo.

Si mette a dondolare frugando dentro al pannolino/allo slip/alla mutandina? Ha il viso contratto, concentrato e rosso come se stesse facendo uno sforzo o contrae la pancia in modo intermittente? Sicuramente è perché deve andare in bagno. Stai attenta a cogliere questi segnali: se tuo figlio non pensa di sedersi da solo sul vasino o se ti sembra troppo impegnato a giocare, non indugiare e proponiglielo tu.

Tuo figlio sta imparando a riconoscere il bisogno impellente di fare la pipì o la cacca e tu lo vesti con indumenti difficili da togliere? Tieni presente che non riesce ancora a trattenere lo stimolo a lungo e rischia di sentirsi a disagio perché potrebbe farsela addosso se ogni volta che deve evacuare ci metti tre ore per togliersi le mutandine...

Se nonostante le precauzioni che hai adottato si verifica un incidente di percorso, nulla di grave. Fai in modo di non sgridarlo o di umiliarlo. Non sbandierare l'accaduto ai quattro venti e digli che può capitare. Per precauzione, può essere opportuno portare sempre con te un cambio e tenere un pannolino in auto/nel passeggino in modo da non dover lasciare di corsa il parco giochi o il supermercato.

Fonte: http://fotogallery.doctissimo.it/bambini/come-togliere-il-pannolino/