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mercoledì 11 maggio 2016

Insalata di finocchi e arance al tè: leggeri con gusto

Insalata di finocchi e arance al tè: leggeri con gusto, una ricetta semplice, veloce, gustosa e praticamente senza calorie che vi sazierà ma non vi farà ingrassare un etto.


Care lettrici, cari lettori, vi chiedete mai, già di primo mattino, cosa mangerete a pranzo o a cena? A me capita molto di frequente, e non sempre, per gli incombenti impegni giornalieri, ho il tempo di preparare piatti caldi. Poi bisogna considerare anche che vi sono le esigenze di lavoro e quindi non si può caricare il nostro apparato digerente in eccesso per evitare quella "bottarella" di sonno e la sensazione delle palpebre pesanti. Così ecco di seguito un piatto gustoso, leggero, di stagione e altamente benefico.


INSALATA DI FINOCCHI E ARANCE AL TE'

Preparazione: 20 minuti Difficoltà: facile

Ingredienti:
2 arance non trattate
1 finocchio 100 gr di pecorino
1 tazzina di tè verde
1 limone non trattato
1 mandarino non trattato
1 cucchiaino di miele di fiori d'arancio 
olio extra vergine 
sale e pepe bianco

Grattugiate la buccia del limone, dell'arancia e del mandarino e tenetele da parte. Pulite il finocchio e tagliatelo il più sottile possibile. Pelate l'arancia al vivo e unitela al finocchio aggiungendo il pecorino ridotto a scaglie. Preparate una vinaigrette amalgamando in una ciotolina tutte le bucce grattugiate, l'olio, la tazzina di tè, il miele, il sale e il pepe. Condite l'insalata con la vinaigrette e servite. Questa insalata è particolarmente indicata per accompagnare carpacci di tonno e pesce spada, ma è squisita anche da sola. Buon appetito.

giovedì 10 gennaio 2013

LA TAZZA DI TE'

Si racconta che Badhidharma, ventottesimo patriarca dopo il Buddha, che diffuse in Cina una nuova dottrina, il Ch'an (poi Zen), dopo aver trascorso anni in meditazione, cedette al sonno.
Al risveglio, mortificato per aver ceduto a tale debolezza, si tagliò le palpebre, per impedire loro di calare sugli occhi, interrompendo così la veglia meditativa.
Le palpebre cadute a terra, si trasformarono nella pianta del tè, che ha appunto la proprietà di tenere deste le facoltà intellettive e le cui foglie a mandorla ne rammentano l'origine.
I Cinesi invece, raccontano che nell'anno 2737 l'imperatore ShenNong, aveva dato ordine di bollire all'aperto l'acqua che voleva bere. Per sorvegliare l'operazione si era seduto sotto un alberello. Una folata di brezza staccò alcune foglie dell'albero, facendole cadere nel recipiente dell'acqua ormai calda: fu così che l'imperatore bevve per la prima volta questo infuso buono ed euforizzante.
Da quel giorno il tè venne coltivato nei giardini imperiali da giovani scelti fra i più sani e che non dovevano mangiare aglio e cipolla per non contaminare con odori acri le piante.
Il raccolto avveniva fra la fine della luna nuova di Febbraio l'inizio di quella di Marzo da raccoglitori con mani pulitissime, lavate per sette volte di seguito e protette da guanti di seta.
Assaggiai la prima volta questo infuso color dell'ambra liquida in una tazza che non scorderò mai. Era una tazza di porcellana bianca, decorata con oro zecchino che ne circondava il bordo con una linea  sottile e uniforme, sulla tazza l'oro disegnava delle stelline e lo stesso motivo decorava anche il piattino. Il cucchiaino che scioglieva una punta di miele nel tè, tintinnava al contatto con la porcellana come un campanellino, e creava un piccolo vortice nell'infuso, che grazie a questo movimento, disperdeva tutt'intorno le sue sostanze volatili e aromatiche. So benissimo che quel tè, non era pregiato, ma commerciale, e che non avrebbe dovuto essere dolcificato, ma da quel giorno è diventato la mia bevanda preferita. Sono passati almeno venticinque anni, il mio gusto si è evoluto, ho assaggiato tè pregiati, ho letto e mi sono documentata sulle origini, le tipologie, la letteratura e le cerimonie, ma il gusto di quella tazza che mi riportava ai cieli stellati di primavera, rimarrà per sempre nella mia memoria forse perché a prepararla fu mio nonno, lo spirito più eccezionale che abbia mai conosciuto.