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martedì 30 ottobre 2012

CUORE E DINTORNI conclusione


01/10/2012
E quando poi non riesci a prendere sonno guardi il soffitto della tua stanza e rimugini, e più rimugini e meno sonno hai. Da fuori giungono le voci della varia umanità che si affolla al pub: chiacchiere, risa, voci dai toni diversi che si intrecciano in un mare di vite a me estranee e di cui vorrei essere partecipe. Un libro giace sul cuscino accanto a me ma non ho voglia di leggere, cosa vorrei? Non trovarmi qui e non essere costretta a pensare che per ora da qui non me ne posso andare. Non un andare definitivo, ma il semplice staccare, quella frazione di tempo che ti permette di allontanare da te stessa il morboso stillicidio del quotidiano pensare, l'assedio dei luoghi e degli oggetti familiari che sono parte di noi e da cui non si può scappare, ma dai quali almeno si può evadere, anche se per poco, come si evade da una prigione, come si sfugge ad un carnefice, quel tanto che basta per respirare aria nuova, il profumo di una nicchia di libertà a cui ti aggrappi e che ti dà la forza di andare avanti.

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