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martedì 22 ottobre 2013

SCENE DAL PRECARIATO LAVORATIVO: LA PISCINA parte seconda



Il fazioso gruppetto studiò tutti i modi per infrangere a proprio vantaggio le regole di comportamento e accesso alla piscina.
Bosley se ne infischiava altamente di tutte queste manovre, ma Charlie no.
Zoe tutti i giorni faceva un giro di ricognizione per l'headquarter per controllare che tutto fosse a posto, questo giro comprendeva anche delle splendide sbirciatine in piscina, dove il povero Mitch, era costretto a fare anche da cameriere, purchè gli ospiti di Charlie non si presentassero al bar in costume, bagnati o sudaticci.
Una mattina Zoe, aveva visto passare circa cinque ospiti di Charlie che si recavano in piscina, i soliti che rispettavano le regole, ma durante il suo giretto di ispezione ne contò venti a prendere il sole. Dunque una differenza di quindici, e da dove erano passati? Interrogò Mitch, che le rispose che al suo arrivo li aveva già trovati lì, pensando che fosse stata Zoe a farli passare. Uhm, Zoe facendo finta di guardare le fioriere, fece tutto il giro della piscina e trovò un ospite di Charlie cavalcioni al cancelletto esterno.
"Ma che diavolo sta facendo in cima a questo cancello? Non solo è pericoloso, ma è vietato! Cosa credeva di fare?" E mentre Zoe stava di fronte all'ammutolito scalatore, ecco che alle spalle di quest'ultimo si affacciarono altri ospiti che, ignari della presenza di Zoe, lo incitavano a sbrigarsi perchè attendevano il loro turno.
Una scena campale! Calò un silenzio surreale, qualcuno cambiò colore. " Signori, mi meraviglio di voi", sentenziò Zoe, "non è un comportamento corretto, nei confronti del personale al desk, nè verso gli altri ospiti, vi prego ti tornare sui vostri passi e di passare dalla porta principale, recarvi negli spogliatoi, e poi in piscina!"
Mestamente "los rebeldes" si avviarono verso la porta principale, mentre Zoe disse a Mitch di stare all'erta, poi tornò al piano inferiore, dove li trovò stizziti, ma tuttavia non inclini a rinunciare al loro piano. Certo la faccenda non poteva passare sotto silenzio, quindi Zoe informò in maniera non ufficiale Charlie, che si disse pronto a combattere, rafforzando il personale di sentinella, compito questo che fu affidato ad alcuni camerieri dello staff di Re Sugo, ma che fallì, poichè questi ultimi facilmente corruttibili. Dunque alcune parti  dell'incriminato cancello vennero avvolte nel filo spinato. Ma questo non bastò a far desistere i partigiani pro "piscina autogestita", che nottetempo e armati di cesoie, tagliavano il filo spinato. Charlie fece installare una recinzione elettrica.
Questo scorno non fu digerito affatto, così alcuni cominciarono ad accamparsi nel praticello antistante il cancello elettrico, altri attuarono l'ammutinamento anti pagamento tickets, altri ancora misero in atto azioni di disturbo all'interno della piscina stessa.
Gli accampati furono tenaci, quanto gli iloti di Messenia nascosti sul monte Itome, monte dal quale non si riusciva a snidarli, tanto che ottennero un'area attrezzata con tavoli, divanetti e gazebo (per intercessione di Bosley, che aveva da guadagnarci); gli ammutinati dei tickets, tentarono la manovra di accesso alla piscina passando non dagli spogliatoi, bensì dal bar, volendo dar a bere a Zoe e alla collega che salivano solo per un caffè (ma dietro ai quali c'erano sempre  o Zoe o la collega, munite di blocchetto tickets) e furono costretti a pagare; lo squadrone guastatori dette spettacolo, meglio degli artisti del Circ du Soleil, con piroette e tuffi, schiamazzi e grida, accumulo di oggetti personali sui lettini, fino alla loro definitiva espulsione eseguita da Charlie stesso.
Fu una lotta intestina, che impegnò tutto lo staff dell'headquarter per un'intera stagione, ci furono perdite e guadagni da entrambe le parti, ma con un punto in più per Charlie, che con un colpo solo si liberò di quelle che lui definì: "Le vecchie cariatidi che ammiccano".



lunedì 21 ottobre 2013

SCENE DAL PRECARIATO LAVORATIVO: LA PISCINA parte prima


Come già descritto nei posts precedenti, lo Uaisipiei era dotato di una bella piscina di acqua salata, intorno alla quale si snodava un bel bordo  in cotto.
I posti naturalmente, considerando i lettini e gli ombrelloni, erano limitati, e non tutti gli ospiti di Charlie potevano usufruirne contemporaneamente. Zoe si chiedeva spesso come ci fosse tanto accanimento per un posto in piscina, quando proprio lì a due passi si apriva una superba spiaggia e tutti gli ospiti di Charlie erano dotati di barca a vela, mezzo con il quale potevano veramente godersi il mare e navigare verso gli isolotti dell'arcipelago dove, piccole calette di acqua limpida e verdazzurra li attendevano, fuori dalla confusione dei bagni, ma soprattutto, senza acqua artificiale.
Domanda questa che rimase senza risposta per tutti gli anni di permanenza di Zoe allo Uaisipiei.
Gli ospiti di Charlie potevano usufruire della piscina come e quando volevano, a partire dalle 10:00 del mattino fino alle 19:30 della sera, il bagnino Mitch vigiliava sulla loro incolumità, ma, come per tutti gli spazi comuni, vi erano alcune regole da rispettare.
Ed eccole di seguito: i lettini non potevano essere occupati permanentemente, ossia, se gli ospiti lasciavano il lettino per andare a pranzo, dovevano necessariamente liberarlo, e non lasciarvi i propri oggetti personali per tenerlo occupato ( secondo voi lo facevano?), in questo modo si poteva garantire il ricambio. Era vietato fare tuffi nel classico stile "mi butto in acqua come un selvaggio", o meglio, tipo palla lanciata da catapulta, prima di entrare in piscina era obbligatorio farsi la doccia, in piscina non si potevano portare bambini, e, se si usciva dalla piscina per recarsi al bar, era d'obbligo indossare un pareo (per le signore) o maglietta e bermuda (per i signori).
Chiunque volesse invitarvi amici o familiari estranei allo Uaisipiei, doveva necessariamente pagare un ticket per l'ospite aggiunto, passando, ovviamente, dal desk, quindi da Zoe.
Si dice che i napoletani siano maestri "nell'arte dell'arrangio", ma gli ospiti di Charlie, li superavano alla grande.
Del resto le regole sono fatte per essere infrante, molti ne fanno una filosofia di vita, e addirittura un lavoro (perchè non ci ho pensato mai?).
C'era in particolare un gruppetto di ospiti di Charlie che proprio non voleva saperne delle regole della piscina, e studiò i più fantasiosi sistemi per eluderle.