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martedì 22 settembre 2015

Paradis Sparkling, la mela frizzante

I benefici delle mele li conosciamo tutti, del resto il proverbio "una mela al giorno toglie il medico di torno" è antico come il mondo, e ben sappiamo quanto la saggezza antica sia veritiera. Quindi le mele sulla nostra tavola non dovrebbero mai mancare. Ve ne sono tantissime varietà tra cui scegliere e diciamocelo, per tutti i gusti.

A quelle già esistenti se ne aggiungerà una nuova varietà, frutto di una lunga ricerca, durata circa dieci anni. La mela in questione, prodotta da un gruppo di agronomi svizzeri, ha una particolarità: è frizzante. Nel momento in cui viene morsa, la mela sprigiona in bocca la stessa effervescenza di una bibita gassata. Come è stato possibile? Grazie al mix di acidità e zuccheri delle sue cellule che sono grandi.

Se spremuta però, la mela dà un succo normalissimo e non frizzante. La sua effervescenza è solamente legata al momento in cui la si morde. La mela si chiama Paradis Sparkling ed è frutto dell'incrocio di due varietà: la Resi (vairetà della Germainia dell'Est) e la Pirouette inglese.


lunedì 29 ottobre 2012

LE SCARAMUCCE DI NERINA


Ovvero di un piano quasi perfetto
C'è stato un periodo della mia vita in cui sono stata impiegata presso uno splendido agriturismo, delicatamente appoggiato su una collinetta antistante il mare. Vi sono rimasta un paio d'anni, sempre in balia del solito precariato lavorativo, abbarbicatomisi addosso come una sanguisuga.
Di avventure ne sono capitate tante, tutte esilaranti, fra queste ne ho scelte alcune, da condividere con voi.
Sabatopomeriggio, mentre ero intenta a mettere in ordine la contabilità dell'ufficio, ho sentito una serie di nitriti provenire dalla zona sottostante del parco.
Un atroce sospetto si è insinuato dentro di me.....che siano scappate le cavalle?
Ho afferrato velocemente il telefono portatile, elemento indispensabile per essere sempre rintracciabili anche fuori ufficio, e mi sono avviata verso i paddocks; in realtà già sapevo di dover andare in direzione del paddock di Lifar, il mio cavallo.
A metà della discesa i suoni si sono amplificati e si sono tradotti in un linguaggio a me ben noto: Lifar stava dando fondo al suo repertorio di poesieamorose.
Al termine del sentierino, mi sono trovata davanti quella sfacciata di Nerina, cavalla dalle curve pericolose, che con la criniera selvaggia al vento, passeggiava con fare provocatorio lungo la staccionata di filagne di castagno (staccionata che in quel momento  mi sembrava stesse in piedi con lo sputo). Dall'altra parte Lifar, fuori di senno per la provocazione perpetrata da quell'insolente morella, si era impennato e rampava, con l'intenzione di distruggere l'incomodo divisorio.
Ho assunto un'aria molto solenne (anche se dentro di me ero veramente divertita da quel buffo teatrino) e, con tono deciso e indice puntato ho intimato: "Nerina! A casa tua!" Dal canto suo la fatalona, vistasi scoperta, si è avviata a piccoli passetti verso la sua dimora, mentre io, senza dover ricorrere alla longia, la accompagnavo.
Arrivata davanti al cancello, si è fermata e si è girata a guardarmi, aspettando ovviamente che aprissi il medesimo per farla entrare a casa sua, dove, quelle "bischere" di Viola ed Estrella (le sue coinquiline che non riescono mai a seguirla) ci osservavano stizzite.
Ho fatto un giro su me stessa e ho ripreso il sentierino per tornare da Lifar che, indispettito perchè li avevo colti in fallo, sbuffava come un drago inferocito e mi guatava da lontano. Per calmarlo un po', gli ho offerto un paio di mele e una manciata di pellet, poi ho controllato la staccionata in tutta la sua lunghezza accompagnata dalla fida Camilla (che in tutto quel trambusto, aveva abbaiato come una pazza) e alla fine sono tornata in ufficio, sempre con l'orecchio teso in attesa di una nuova fuga d'amore.